Quando le gru volano a sud
Difficile scegliere una canzone per accompagnare questo libro, molte volte leggiamo o ascoltiamo testi che parlano di come si sentono i giovani nei confronti della vecchiaia e della vita, ma poche volte si legge di come si sente una persona anziana.
La prima canzone che mi viene in mente però è ''il pescatore'' di De André.
Bo è un ottantanovenne che vive da solo con il suo cane Sixten, le uniche visite che riceve sono quelle dell'assistenza domiciliare e del figlio Hans. Quel figlio che vuole portargli via Sixten, perché sostiene che Bo non sia più in grado di prendersene cura.
Una delle poche cose che dona conforto a Bo nelle sue giornate cupe è quella di annusare lo scialle della sua amata Fredrika, sua moglie, che è stata messa in una casa di cura perché soffre di demenza senile.
Lo scialle è chiuso in un barattolo che Bo non riesce ad aprire, e quando lo vuole annusare e toccare deve chiedere aiuto a qualcuno perché le sue dita non funzionano più a dovere e gli rendono difficoltosa l'apertura del barattolo.
Si, questo libro è narrato in prima persona, quindi capiremo cosa vuol dire essere nella mente e nel corpo di un novantenne.
Leggendo queste pagine ti sembra di sentir scricchiolare le giunture, ti immagini di sentire le borse gonfie sotto gli occhi e la stanchezza sopraffarti dal nulla.
Non è un libro allegro, è un libro che ti porta alla riflessione e a considerare la vecchiaia come l'ultimo percorso verso un'altra dimensione, verso un altrove.
I capitoli sono scanditi dai giorni e dalle note che l'assistenza domiciliare lascia sulla salute di Bo, alternati a spaccati di vita quotidiana del protagonista.
È un libro dolce-amaro che con il suo finale vi strapperà una lacrima e vi farà capire che nonostante tutti fingano che le vite veramente degne di essere vissute siano quelle piene di esperienze, quelle che contano davvero sono quelle semplici e colme di ricordi umili.
Quando le gru volano a sud è un libro che profuma di nonni, di ricordi. Come quando entravi a casa dei nonni e ti invadeva quel profumo di minestrone misto naftalina e coccole, quando c'era una caramella goccia di pino ad attenderti tra le mani del nonno.
Ringrazio di cuore la ce Neri Pozza per la copia del romanzo.



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