Cristallo

''La verità è come un frammento di cristallo, così lucente da abbagliarti, ma anche così aguzzo da poterti ferire fino a farti sanguinare''.


 Ciao lettori miei, oggi come colonna sonora per accompagnare il nostro libro ho scelto un gruppo che ha accompagnato tutto il romanzo, che ha accompagnato anche la scrittrice durante la stesura: i radiohead.

Il brano che vi consiglio di ascoltare è ''fake plastic trees''.

Ferragosto 2022 ci troviamo a Domegge, un paesino nella valle del Cadore.
I protagonisti sono Rachele e suo marito Max, lui architetto, lei fotografa super acclamata e di grande fama.

Max decide di noleggiare uno chalet di lusso: lo Chalet Cristallo, un elemento di design moderno fatto interamente di vetro, incastonato tra i boschi di Domegge.
A Ferragosto Max decide di organizzare una grigliata e saranno in cinque amici.
Durante questa grigliata però avverrà un massacro, dal quale solamente Rachele riuscirà a sopravvivere.
Chi è stato a compiere il massacro?
Tutto fa puntare gli occhi sull'unica sopravvissuta.

Il ritmo del romanzo è serrato, con capitoli brevi e sempre più incalzante con una componente fortemente psicologica.
Lo stile è semplice ma davvero davvero efficace, infatti fin dalle prime pagine ci si immerge nella lettura e si viene risucchiati dal vortice della storia, grazie alla tensione psicologica costruita dalla scrittrice.

La storia si svolge su più piani temporali, i quali spiegano via via che la storia si dirama il perché di certe scelte e comportamenti di ogni personaggio, infatti ognuno ha una proprio vissuto che si ricollega a quello degli altri.
Ho trovato davvero interessante il contrasto tra l'ampiezza della natura e la libertà che essa ci trasmette, e l'atmosfera opprimente che regna dentro lo chalet, nonostante con le sue vetrate da una (falsa) idea di ampiezza e libertà.
Livia crea un gioco di luce e oscurità pazzesco.

Un altro tema importante toccato in questo libro è il tema della fratellanza, sì perché Rachele ritrae nelle sue fotografie solamente fratelli, mentre nel libro precedente dell'autrice "non salvarmi" troviamo invece il rapporto padre figlia.

Inutile dire che ho provato a fare mille ipotesi su chi sia il colpevole il questa storia ma ho sempre sbagliato, ciò ha fatto sì che per me il finale sia stato un vero e proprio colpo da maestro. Una vera bomba! 

Da cadorina è impossibile non pensare ai luoghi veri citati nel romanzo: la pasticceria, che nella realtà esiste come pasticceria Da vià e il bar Celeste, che ha come vero nome "bar nuovo".
Da queste pagine si percepisce l'amore della scrittrice verso il Cadore, e io non posso che ringraziarla per questo omaggio, che ci permette così di far conoscere le nostre piccole ma bellissime realtà. 
Un'altra cosa che mi è piaciuta moltissimo di questo romanzo è che i personaggi di questo libro hanno una personalità aperta, e danno voce così alla nostra vera essenza.. Si perché noi montanari, diversamente dall'idea che tutta l'Italia ha di noi, siamo persone aperte e di gran cuore. E Livia in questo romanzo l'ha trasmesso benissimo.

Inutile dirvi che questo bellissimo thriller ve lo consiglio con tutto il cuore!
Grazie ancora immensamente per la fiducia a Livia e alla casa editrice Sem per la copia❤️


Commenti

Post più popolari